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Modifiche statuto UdC

20/10/2015 9:20:00

Modificare lo statuto. Pena la perdita dei contributi regionali.



Modificare lo statuto. Pena la perdita dei contributi regionali (circa 300.000 euro) complessivi, e quelli per i comuni più montani e disagiati (25.000 euro). Oltre al concreto rischio del commissariamento per i comuni più piccoli. Questo lo scenario che attende l’Unione dei Comuni da qui al prossimo 31 dicembre, data considerata ultimativa per mettere le cose a posto nell’istituzione comprensoriale. “Conosciamo bene i risvolti della questione – spiega il vicepresidente Alberto Santucci – e ci siamo già attivati, anche dietro la preziosa collaborazione del dottor Trotta della Regione Toscana. Il testo del vecchio statuto è stato modificato in tre versioni: nuovo statuto; testo comparato in formato delibera come richiedeva la Regione; testo di lavoro con modifiche e correzioni”. Nel concreto, le principali modifiche al testo precedente sono sei. Ripulitura delle ripetizioni, chiarire quorum e maggioranze per le votazioni, riduzione da 3 a 2 anni della durata in carica del presidente, eliminazione di sostantivi come “dirigente” e aggettivi come “dirigenziale”, riscrittura della parte relativa alle modifiche statutaria per adeguarla alla legge regionale 68/2011, adeguamento dello statuto per chiarire e agevolare l’associazione dei servizi. “Siamo di fronte adesso – continua Santucci – ad un percorso obbligato. Nella settimana corrente approvazione esecutiva delle modifiche statutarie da parte della giunta dell’Unione. Entro la fine del mese di ottobre approvazione dello stesso identico testo da parte dei consigli comunali dei sei centri che compongono l’Unione. Infine, a novembre, approvazione dello stesso identico testo da parte del consiglio dell’Unione con immediata pubblicazione nell’albo pretorio. Trascorsi 30 giorni, lo statuto così modificato sarà vigente e a quel punto nei singoli consigli comunali pre-natalizi potremo associare le funzioni, a partire da quella statistica, approvando i bilanci di previsione dei quattro comuni più piccoli, ed obbligati per legge a far parte dell’organismo, e quello della stessa Unione prima dell’ultimo giorno dell’anno. Ci aspetta un lavoro non semplice – conclude Alberto Santucci – e contrassegnato da scadenze precise. Ma sono convinto che ce la faremo, abbinando spirito di collaborazione alla volontà precisa di centrare l’obiettivo che ci siamo prefissati”.

Ufficio stampa